Psichiatria in Veneto: servono più risorse, personale e prevenzione

14 Ottobre 2026
(Arv) Venezia, 14 Ottobre 2026

“L’audizione con l’Associazione italiana tutela salute mentale conferma una criticità che non può più essere ignorata: il grave sottofinanziamento dei servizi per la prevenzione e la cura del disagio psichico, aggravato dalla carenza di personale e dall’insufficienza degli interventi preventivi, soprattutto di fronte alla crescita del disagio mentale tra i giovani. Visto il confronto in Quinta commissione con i rappresentanti dell’Associazione, bisogna dire che, quando si parla di salute mentale, non si può continuare a intervenire soltanto quando la situazione è ormai compromessa”. Sono le parole del consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto) che spiega: “La prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico delle persone devono diventare priorità concrete, sostenute da personale adeguato e risorse economiche certe. Le famiglie e gli operatori non possono essere lasciati soli ad affrontare un problema che coinvolge un numero crescente di persone, a partire dai più giovani.
Uno dei nodi centrali – puntualizza il consigliere – riguarda la distanza tra gli atti programmatori della Regione e la loro effettiva attuazione: la Regione del Veneto rischia di essere la grande assente proprio sul terreno delle risorse. Le delibere e gli indirizzi programmatici, da soli, non curano le persone e non riducono le liste d’attesa. Se non vengono accompagnati da finanziamenti adeguati, assunzioni, servizi territoriali funzionanti e interventi di prevenzione strutturati, restano dichiarazioni d’intenti sulla carta. Il problema non riguarda soltanto la capacità di rispondere alle situazioni più gravi, ma anche la possibilità di intercettare tempestivamente il disagio, evitando che si trasformi in emergenza. In particolare, i giovani hanno bisogno di servizi accessibili, continuità assistenziale e percorsi capaci di coinvolgere famiglie, scuole, servizi sociali e professionisti della salute mentale. Non possiamo aspettare che un ragazzo arrivi al punto di rottura per accorgerci che aveva bisogno di aiuto. La prevenzione deve essere una politica pubblica effettiva, non una formula da inserire nei documenti. E per garantirla servono professionisti, strutture, presenza sul territorio e finanziamenti verificabili.
Da qui la richiesta di un cambio di passo nelle politiche regionali per la salute mentale: risorse aggiuntive e stabili, rafforzamento degli organici, potenziamento dei servizi territoriali e verifica concreta dell’attuazione degli interventi programmati. La salute mentale è parte integrante della salute delle persone e non può essere considerata un settore secondario della sanità. Chiediamo alla Regione di passare dagli annunci ai fatti, indicando quali risorse intende mettere a disposizione, come intende colmare le carenze di personale e quali risultati si impegna a raggiungere sul fronte della prevenzione e della cura psichiatrica. Non bastano nuove delibere: servono risorse, personale e servizi capaci di rispondere ai bisogni reali delle persone”, conclude Szumski.”

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