CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DODICESIMA LEGISLATURA
MOZIONE N. 85
AVVIO DI UN PERCORSO DENOMINATO “VENETO ENERGETICAMENTE INDIPENDENTE”, FINALIZZATO IN PRIMO LUOGO ALLA GESTIONE PUBBLICA DELLE CENTRALI IDROELETTRICHE PRESENTI NEL TERRITORIO DELLA REGIONE DEL VENETO, ALLA VALORIZZAZIONE DELLE RICADUTE ECONOMICHE A FAVORE DELLE COMUNITÀ LOCALI, DELLE FAMIGLIE E DELLE IMPRESE, NEL SEGNO DEL RAFFORZAMENTO DELL’AUTONOMIA ENERGETICA REGIONALE
presentata il 10 marzo 2026 dai consiglieri Szumski e Lovat
Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che:
- l’acqua rappresenta una risorsa naturale fondamentale e un bene pubblico la cui gestione deve essere orientata prioritariamente alla tutela dell’interesse collettivo e alla valorizzazione dei territori che ne rendono possibile l’utilizzo;
- la produzione di energia idroelettrica costituisce una delle principali fonti di energia rinnovabile disponibili nel territorio del Veneto e rappresenta una componente strategica del sistema energetico regionale;
- la presenza di grandi derivazioni idroelettriche e di numerosi impianti di produzione energetica è particolarmente concentrata nei territori montani della regione e, in modo significativo, nella provincia di Belluno, che rappresenta uno dei principali bacini idroelettrici dell’intero Paese;
- tali territori hanno storicamente sostenuto il peso maggiore dello sviluppo del settore idroelettrico, attraverso profonde trasformazioni ambientali, la realizzazione di dighe, invasi e infrastrutture idrauliche che hanno modificato in maniera significativa il territorio e gli equilibri naturali delle vallate alpine;
Dato atto che:
- la storia dello sfruttamento delle risorse idriche a fini energetici ha segnato profondamente il territorio veneto e in particolare quello bellunese, anche attraverso eventi tragici che hanno inciso in modo indelebile nella memoria collettiva, tra i quali il disastro del Vajont, che rappresenta ancora oggi un monito rispetto ai rischi derivanti da uno sfruttamento del territorio guidato esclusivamente da logiche di profitto;
- le comunità montane continuano tuttora a confrontarsi con condizioni strutturali di maggiore fragilità economica e sociale, determinate anche dalle difficoltà oggettive del vivere nei territori montani, caratterizzati da fenomeni di spopolamento, maggiore complessità nella realizzazione delle infrastrutture e minore accessibilità ai servizi;
- appare necessario riconoscere concretamente il contributo storico dei territori montani allo sviluppo energetico del Paese e della Regione, assicurando che una parte significativa dei benefici derivanti dallo sfruttamento delle risorse idriche sia restituita alle comunità locali;
Considerato che:
- nei prossimi anni giungeranno a scadenza numerose concessioni relative alle grandi derivazioni idroelettriche presenti nel territorio regionale;
- la normativa vigente attribuisce alle regioni competenze rilevanti nella definizione delle modalità di assegnazione delle concessioni, consentendo di individuare modelli gestionali che valorizzino il ruolo pubblico nella gestione delle risorse energetiche;
- in diversi contesti nazionali ed europei sono stati sviluppati modelli di gestione energetica caratterizzati da una forte presenza pubblica, finalizzati a garantire che le risorse naturali e l’energia prodotta da esse possano generare benefici duraturi per i territori;
Valutato che:
- negli ultimi anni il costo dell’energia ha assunto un peso crescente per famiglie e imprese, incidendo in maniera significativa sui bilanci domestici e sulla competitività del sistema produttivo;
- in particolare, il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia elettrica nel mercato europeo, che in molte circostanze lega il prezzo finale dell’elettricità a quello del gas naturale (meccanismo della “centrale marginale”), può determinare aumenti rilevanti anche quando una quota significativa dell’energia prodotta deriva da fonti rinnovabili come l’idroelettrico, caratterizzate da costi di produzione molto più stabili;
- tale dinamica può generare situazioni in cui i prezzi pagati da cittadini e imprese risultano difficilmente comprensibili e talvolta percepiti come ingiustificati rispetto ai costi reali di produzione dell’energia;
Ritenuto che:
- l’energia prodotta attraverso lo sfruttamento delle risorse idriche del territorio veneto rappresenti una rendita energetica generata dal territorio stesso e debba pertanto essere orientata prioritariamente a beneficio delle comunità locali e dello sviluppo regionale;
- sia opportuno avviare una riflessione strutturata sulle modalità di gestione delle centrali idroelettriche presenti nel territorio regionale, anche al fine di valutare forme di gestione diretta o tramite soggetti a partecipazione pubblica;
- un rafforzamento del ruolo pubblico nella gestione delle risorse idroelettriche possa contribuire a ricondurre all’interesse collettivo una parte significativa del valore economico generato da tali attività;
- tale percorso possa rappresentare anche un primo passo verso una più ampia strategia regionale volta a rafforzare la capacità del Veneto di governare e valorizzare le proprie risorse energetiche, ponendo le basi per una prospettiva di progressiva indipendenza energetica regionale, fondata sulla valorizzazione delle fonti rinnovabili locali, sulla gestione pubblica delle infrastrutture strategiche e sulla tutela dell’interesse delle comunità;
Impegna la Giunta regionale
- ad avviare un’analisi tecnica, giuridica ed economica finalizzata a valutare le possibili modalità di gestione delle centrali idroelettriche presenti nel territorio regionale che privilegino forme di gestione pubblica o a forte partecipazione pubblica;
- a verificare la fattibilità della costituzione di una società energetica regionale a totale partecipazione pubblica veneta, aperta alla partecipazione degli enti locali e delle comunità montane, quale soggetto deputato alla gestione delle concessioni idroelettriche;
- ad attivarsi affinché, in occasione della scadenza delle concessioni relative alle grandi derivazioni idroelettriche presenti nel territorio regionale, la Regione del Veneto possa assumere un ruolo diretto nella gestione degli impianti o nella partecipazione alla loro gestione;
- a definire strumenti e misure volte a garantire che una quota significativa dei benefici economici derivanti dalla produzione di energia idroelettrica sia destinata allo sviluppo e al sostegno dei territori montani e, in particolare, della provincia di Belluno, riconoscendo il contributo storico e i sacrifici sostenuti da queste comunità;
- a promuovere una strategia energetica regionale orientata alla valorizzazione delle risorse rinnovabili locali e al rafforzamento della capacità del Veneto di produrre e gestire direttamente una quota crescente del proprio fabbisogno energetico, anche nella prospettiva di una progressiva indipendenza energetica regionale;
- a coinvolgere nel percorso di definizione di tale strategia gli enti locali, le comunità montane, le realtà territoriali interessate e i soggetti istituzionali competenti.
Riccardo Szumski
Davide Lovat





